Il modo in cui gli utenti cercano informazioni è cambiato.
Per anni i motori di ricerca, Google in primis per il mercato italiano, hanno rappresentato il principale punto di accesso al web: gli utenti digitavano una query, analizzavano una lista di risultati e sceglievano il sito più pertinente.
Oggi sempre più persone utilizzano strumenti basati sull’intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT, Gemini, Claude o Perplexity, per ottenere risposte immediate, confrontare prodotti e servizi, trovare aziende affidabili e prendere decisioni d’acquisto.
In questo nuovo scenario non basta più essere presenti nei risultati di ricerca: è necessario fare in modo che il proprio brand venga riconosciuto, interpretato e citato dalle AI.
Il salto rispetto alla logica del motore di ricerca tradizionale è proprio qui: il contenuto non compare più come link da aprire, ma può essere assorbito e riformulato dall’AI, diventando parte del testo che l’utente legge senza nemmeno visitare il sito.
La Generative Engine Optimization (GEO) è l’insieme di strategie che permette di ottimizzare un sito web, i suoi contenuti e la presenza digitale del brand per aumentare la possibilità di essere utilizzati come fonte nelle risposte generate dai motori basati sull’intelligenza artificiale.





