Reputazione digitale: Efficace o Ingannevole?

 

Ultimamente sul web si trovano sempre più siti dedicati al calcolo della capacità di influenza sui social network, i quali, in base a specifici algoritmi, calcolano il livello di influenza del nostro profilo social (Facebook e Twitter). L’algoritmo funziona calcolando le single mosse dell’utente sui social, assegnando a ciascuno un voto, detto social media influencer. Secondo i maggiori esponenti di questi siti, questo valore, in un prossimo futuro, sarà importante anche nella vita privata, permettendo di ricevere trattamenti speciali e possibilità maggiori di trovare lavoro, andando addirittura ad inserirlo nel CV.

Ma a questo concetto si oppone una vasta comunità di critici, composta sia da esponenti che lavorano con il web che da sociologi e psicologi. Il primo punto in questa critica è il fatto che maggiore popolarità non vuol dire maggiore influenza sociale, soprattutto se calcolata da un algoritmo, modificabile e manipolabile.

Secondo i critici, i punteggi maggiori non andranno a personalità influenti, ma a chi è in grado di investire maggior denaro, tempo e capacità di manipolazione. Chiunque è in grado di modificare il proprio profilo a seconda dello scopo da raggiungere, in modo da creare attenzione (ma non influenza, è questa la critica) che sarà probabilmente premiata da un detto social media influencer molto alto.

Molte azienda si stanno adoperando per utilizzare questi servizi ed aumentare la propria “influenza”, in qualche caso scambiando il punteggio assegnatogli per capacità di persuasione sugli utenti, mentre queste sono cose che vanno acquisite tramite un duro lavoro, esattamente come nella vita reale.

Se siete interessati a provare questi servizi eccovi i maggiori esponenti di questo settore: Kred, Klout, PeerIndex, mBlast, TweetLevel 

Federico Benassi