Ed ora Amazonniateci tutti!

Sono abbastanza maturo per avere conosciuto la nascita di Amazon, la creatura di Jeff Bezos, un analista finanziario di successo (sempre loro) che attraverso gli aiuti dal suo network ha creato quello che è il negozio on-line per definizione.

Mi ricordo i primi acquisti, poco dopo quel genovese che nel 1995 è stato il primo cliente italiano, di libri in inglese che si trovavano solo lì e che ci mettevano due mesi per arrivare, ma quando arrivavano era una gioia che esplodeva al culmine della lunga attesa snervante.

Amazon si è distinta sin da subito per la qualità del suo customer service tanto che un amico che non aveva ricevuto i libri segnalò la cosa e questi gli vennero recapitati un altra volta (il mio amico ricevette poi anche la prima spedizione…..). Il messaggio che Amazon ci suggeriva era: non possiamo ricevere lamentele che magari finiscono sul web; mantenere un cliente e un ottima reputazione vale molto di più di qualche libro.

Mi ricordo anche il “purchase circle” dove grazie alla identificazione delle mail aziendali si vedeva quali libri comperavano il personale delle aziende. Subito McKinsey e P&G chiesero di essere tolti dalla lista, anche perchè al tempo andava molto il libro Memory of a geisha e non era bello vedere che tutti lo compravano magari unito al libro “marketing for dummies” (ovviamente per quest’ultimo scherzo). Se penso che il purchase circle è niente rispetto a quello che Google sa di noi allora mi viene quasi da ridere alle lamentele di quel periodo.

Sempre Amazon ha creduto nell’e-book lanciando il kindle e oggi che questo costa appena 139 dollari (150 euro se consideriamo IVA e spedizione) è diventato un ottima occasione che grazie al suo schermo (tipico di tutti i veri e-book reader) ridicolizza l’Ipad come reader. Anzi il successo è tale che devono limitare gli acquisti multipli per singola persona e le consegne per l’Italia arrivano a 7-9 settimane.

Ecco che quindi Amazon, il mio riferimento preferito per far vedere un sito complesso ma usabile, sbarca in Italia questo perchè anche noi siamo diventati un mercato interessante e perchè i dati di vendita di crescita dell’e-commerce iniziano ad essere significativi. Noi tutti del settore dobbiamo ringraziare questi innovatori che hanno creato cultura di e-commerce, noi che ci abbiamo sempre creduto ora grazie a Ebay, IBS, Expedia, Yoox, Ryanair, Genialloyd (e tanti altri) e ora Amazon siamo accompagnati da milioni di persone che comprano a qualsiasi ora, qualsiasi cosa. E in comune questi “signori” avevano sempre qualcosa: un perfetto piano di marketing, siti fatti da professionisti, analisi del comportamento dell’utente e un premio da dare al cliente che poteva consistere nel prezzo basso, servizio alto, poter comprare qualcosa che non si trova vicino a casa. Ecco quindi le regole per aprire un e-commerce: avere le idee chiare, affidarvi a professionisti di marketing, e avere un prodotto o un servizio che premi il fatto che il cliente compra da voi senza neanche avervi visto in faccia, senza provare prima il prodotto e con pagamento in anticipo.

Andrea