Cina on line

Una notizia non certo inaspettata rimbalza sulle agenzie di stampa: sembra che la Cina abbia già superato gli Stati Uniti per numero di internauti, arrivati alla sorprendente cifra di 253 milioni (peraltro ancora pochi se si pensa che tale numero rappresenta il 19,1% della popolazione cinese stimata in un miliardo e 330 milioni). https://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/news_collection/awnplus_internet/2008-07-24_124224631.html

Con l’accesso alle rete di milioni di navigatori aumenta conseguentemente anche la censura da parte del governo che, secondo la relazione al Congresso Usa del responsabile di uno studio americano a riguardo (John Palfrey), disporrebbe di “sistemi tecnologici e di sorveglianza tra i più sviluppati del mondo”. A fronte di reportage e commenti critici verso la gestione dell’emergenza seguita al recente terremoto nello Sichuan, i cyber dissidenti vengono perseguiti ed arrestati dal governo con accuse fantasiose (anche per raffinati giuristi) come la violazione di segreti di stato. Sono naturalmente molti altri i casi in cui tali o simili imputazioni penali hanno prodotto detenzioni più o meno prolungate (basti citare prese di posizione politiche per l’indipendenza del Tibet).

Fino a quando la capacità tecnica di intervento delle autorità cinese impedirà la diffusione di messaggi critici o invocazioni di libertà d’espressione? In che modo lo sfruttamento di internet a fini commerciali (quello cinese è il mercato virtuale potenzialmente più grande del mondo) influenzerà il processo di apertura democratica? O come piuttosto ne risulterà influenzato?

Sono domande che molto presto troveranno una risposta e l’imminente vetrina dei Giochi Olimpici di Pechino ’08 servirà ad accentuarne ancor più l’eco: la proibizione per tutti i dissidenti di parlare con i giornalisti stranieri, il divieto di fare petizioni contro il governo o di pubblicare sul web qualsivoglia notizia sgradita, genereranno ulteriore fermento, amplificato dal fatto che il mondo intero, anche distrattamente, seguirà gli eventi di quelle due settimane a Pechino.

“E’ meglio accendere una piccola candela, che maledire l’oscurità”. Confucio (551 a.C. – 479 a.C.)

Paolo