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Archive for luglio, 2012

20 luglio 2012

Aumentare le condivisione su Facebook

 

Vi state chiedendo come mai nessuno condivide i vostri stati su Facebook e volete aumentare il numero delle condivisioni?

Da una ricerca effettuata da Buddy Media, su un totale di 76.000 post estratti da più di 1.200 pagine, si sono ricavati 3 buoni consigli per aumentare le condivisioni da parte di altri utenti dei vostri post.

 

1. Postare contenuti visuali

Rispetto agli aggiornamenti di stato, dalla ricerca è emerso che vengono condivisi più spesso foto e video. In linea generale i brand invece li condividono in meno del 5% dei casi, privilegiando link e status.

 

 2. Sensibilizzare i fan

Dalla ricerca è risultato che il 50% dei post più condivisi conteneva un’immagine di un animale, specialmente cuccioli o comunque “dolci e carini”. I contenuti di questi post, che contenevano la parole carino, meraviglioso o adorabile sono riusciti ad ottenere un tasso di condivisione di ben 49% superiore alla media. In pratica, quindi, è consigliato cercare una risposta “emotiva” da parte dei propri fan.

 

3. Call to action

È stato riscontrato che l’utilizzo di una call to action, la quale invita, semplicemente, a condividere il contenuto, aumenta del 77% la condivisione rispetto alla media. Un semplice invito a condividere il post sembra essere quindi sufficiente per aumentare il tasso di condivisione, eppure meno dell’1% dei brand utilizza questa tecnica.

Federico Benassi

 

18 luglio 2012

Reputazione digitale: Efficace o Ingannevole?

 

Ultimamente sul web si trovano sempre più siti dedicati al calcolo della capacità di influenza sui social network, i quali, in base a specifici algoritmi, calcolano il livello di influenza del nostro profilo social (Facebook e Twitter). L’algoritmo funziona calcolando le single mosse dell’utente sui social, assegnando a ciascuno un voto, detto social media influencer. Secondo i maggiori esponenti di questi siti, questo valore, in un prossimo futuro, sarà importante anche nella vita privata, permettendo di ricevere trattamenti speciali e possibilità maggiori di trovare lavoro, andando addirittura ad inserirlo nel CV.

Ma a questo concetto si oppone una vasta comunità di critici, composta sia da esponenti che lavorano con il web che da sociologi e psicologi. Il primo punto in questa critica è il fatto che maggiore popolarità non vuol dire maggiore influenza sociale, soprattutto se calcolata da un algoritmo, modificabile e manipolabile.

Secondo i critici, i punteggi maggiori non andranno a personalità influenti, ma a chi è in grado di investire maggior denaro, tempo e capacità di manipolazione. Chiunque è in grado di modificare il proprio profilo a seconda dello scopo da raggiungere, in modo da creare attenzione (ma non influenza, è questa la critica) che sarà probabilmente premiata da un detto social media influencer molto alto.

Molte azienda si stanno adoperando per utilizzare questi servizi ed aumentare la propria “influenza”, in qualche caso scambiando il punteggio assegnatogli per capacità di persuasione sugli utenti, mentre queste sono cose che vanno acquisite tramite un duro lavoro, esattamente come nella vita reale.

Se siete interessati a provare questi servizi eccovi i maggiori esponenti di questo settore: Kred, Klout, PeerIndex, mBlast, TweetLevel 

Federico Benassi

 

6 luglio 2012

Search by Image di Google

 

Google continua ad offrire novità ai suoi utenti, oggi andiamo a vedere il servizio di Search by Image. Il nome di questo servizio dice tutto, infatti si tratta proprio di una ricerca tramite un’immagine.

Inserendo un’immagine nel campo di ricerca Google proverà a fornire all’utente i risultati più coerenti con l’immagine caricata. Partendo da quella immagine, e dal suo nome, Google fornirà risultati sia di siti web che immagini, cercando di capire cosa sia quella immagine.

 

 

Di seguito un video per chiarire meglio il funzionamento di questo servizio.

 

 

Federico Benassi

 

2 luglio 2012

Conosci il tuo nemico?

Interessante articolo su quanto sia importante – e per molti purtroppo complicato – essere un passo avanti rispetto ai propri competitor in termini di like, condivisione e coinvolgimento su ciò che si fa attraverso i social media.

L’articolo è in inglese, ma riportiamo in italiano i punti chiave del confronto su “Competitive Analisys on Facebook”, promosso da diversi esperti del settore:

- a che serve la competitive analysis? Le aziende spesso non hanno idea di quello che stanno facendo su Facebook, se sia fatto bene oppure no. Confrontare i dati con quelli dei propri competitor può essere d’aiuto

- è facile pensare che tutti gli utenti di Facebook siano uguali, ma non è così. Non sono uguali perché sono individui, hanno amici e quantità di amici diversio, e influenzano amici diversi

- se non si è soddisfatti del tipo di feedback che si ha sulla propria pagina Facebook, bisogna capire se è perché le persone vedono il prodotto o l’azienda stessa come “noiosi” oppure se è solo che il contenuto si perde fra i vari post dei loro news feed

- quasi nessuno è in grado di verificare quanto vale il coinvolgimento con i propri fan (ma è un aspetto fondamentale delle proprie azioni sui social media, ndr)

- i competitor vanno seguiti, attraverso le liste. In questo modo si può facilmente controllare cosa stanno facendo, senza dover spulciare fra tutti i propri news feed

- è importante verificare la qualità dei propri contenuti e quella dell’interazione dagli utenti, e partire da questa per impostare tutto il resto

- vanno usati gli strumenti di analytics, per capire quali sono i post più popolari e perché lo sono. Su questo vanno basate le successive attività. Per esempio, i post più popolari sulla pagina di Tommy Hilfiger sono le citazioni di Tommy Hilfiger

- non tutti vogliono perdersi nelle statistiche, bastano le metriche di base

- è 60 volte più probabile che le persone nascondano i tuoi post piuttosto che scelgano di non essere più tuoi fan

- se un competitor condivide link attraverso bit.ly, basta prendere il link e aggiungere un “+” alla fine dell’url per vedere quante persone stanno condividendo quel link

Trovate l’articolo completo – in inglese – qui:

http://allfacebook.com/know-thy-enemy-keep-track-of-your-facebook-competitors_b93455